Affidati ad Agenzia Interinali Autorizzate dal Ministero del Lavoro che offrono solamente CONTRATTI REGOLARI NAZIONALI DEL LAVORO DOMESTICO
Affidati ad Agenzia Interinali Autorizzate dal Ministero del Lavoro che offrono solamente CONTRATTI REGOLARI NAZIONALI DEL LAVORO DOMESTICO

Colf e Badanti forniti con contratti di Collaborazione Coordinata Continuativa CO.CO.CO? No grazie ! In evidenza

Ott 29 2020


Di recente molte società stanno proponendo servizi agli anziani e alle famiglie fornendo lavoratori domestici “assunti” con la forma contrattuale del Co.Co.Co. , ovvero un contratto di lavoro dove il lavoratore dovrebbe svolgere le sue mansioni in totale autonomia e senza organizzazione, controllo e direzione da parte del committente. In parole povere sia la società che la famiglia utilizzatrice non hanno nessun controllo e nessun potere sul lavoratore che svolge l’incarico in piena autonomia.


Addirittura vi sono associazioni e sindacati “sconosciuti”, che hanno stipulato contratti collettivi rendendo autonomi i lavoratori che normalmente sono considerati subordinati.  Questo è dovuto alla legge chiamata Jobs Act che ha introdotto la possibilità, in casistiche particolari, di utilizzare i contratti di collaborazione continuativa al posto dei tradizionali contratti di lavoro subordinati in presenza di un accordo sindacale (ad oggi anche i sindacati sconosciuti hanno gli stessi poteri di quelli più rappresentativi e tali contratti da loro firmati acquistano legalità come se fossero stati firmati dai sindacati più rappresentativi).


Le società che utilizzano questi Co. Co. Co. risultano a norma fino a quando il rapporto di lavoro risulta effettivamente autonomo sia verso la società che verso la famiglia utilizzatrice della prestazione lavorativa. 

 

Ovviamente verso la società è chiaro che non si crea un rapporto subordinato in quanto la prestazione viene resa alla famiglia che ne ha pieno controllo.  Quindi anche se sottoposti a ispezione dell’ispettorato del lavoro, una società che opera in questo modo può passarla liscia senza ricadere nella somministrazione di lavoro o nel lavoro interinale in quanto i rapporti dei lavoratori con la società stessa sono di tipo autonomo e non vi è subordinazione.


Però, risulta chiaro che questo approccio ha parecchi punti deboli e soprattutto espone le famiglie, i lavoratori ma anche gli imprenditori di queste società “abusive” a dei rischi molto gravi.


Infatti risulterebbe facile per un lavoratore provare che il rapporto di lavoro è subordinato verso la famiglia presso cui lavora (e non verso la società). Il lavoro di badante (anche con formazione o qualifica) o di colf è ovviamente un lavoro organizzato e diretto dalla famiglia, che ne ha anche il controllo totale sia degli orari che della qualità del lavoro svolto. Pertanto se venisse provato che il rapporto di lavoro è subordinato rispetto alla famiglia, vi sarebbero i seguenti aspetti  da considerare:


1) La società che ha fornito il lavoratore verrebbe sanzionata pesantemente per somministrazione illecita di lavoro, in quanto queste società utilizzano la formula Co.Co.Co proprio perché non hanno autorizzazione ministeriale per poter fornire lavoratori subordinati, ovvero non sono agenzie interinali autorizzate dal ministero del lavoro e quindi commettono reato nel momento in cui il rapporto di lavoro con la famiglia risulta subordinato verso la famiglia stessa.


2) La famiglia utilizzatrice verrebbe costretta a riqualificare il rapporto di lavoro direttamente con il lavoratore domestico utilizzando il giusto contratto di lavoro basato sul CCNL domestico e pagando eventuali differenze retributive e qualunque altra tutela che queste società abusive potrebbero non aver pagato al lavoratore. Se per esempio questa società abusiva non avesse versato i giusti stipendi o i giusti contributi, o non avesse assicurato il lavoratore contro gli infortuni o non avesse pagato degli stipendi arretrati, la famiglia sarebbe solidale in tali pagamenti e in tali responsabilità legali.

 

Inoltre le società non iscritte all’albo delle agenzie interinali non offrono nessuna garanzia economica. Per esempio se questi collaboratori non venissero pagati dalla società che li “intermedia”, la famiglia sarebbe solidale nel pagamento, e rischierebbe di pagare oltre alla fattura, anche lo stipendio, più ovviamente tutte le tutele previdenziali e assistenziali.

 

Inoltre se la società non assicurasse il collaboratore ed esso si facesse male a casa vostra, chi ne sarebbe responsabile? 

 

Se il rapporto venisse configurato come subordinato e non come autonomo cosa accadrebbe?

 

Queste società che eludono il lavoro interinale, che garanzie offrono? 

 

Che capitali sociali hanno per garantire il pagamento degli stipendi e dei contributi inps?


Si tratta spesso di cooperative sociali che possono chiudere e riaprire con un altro nome proprio perché non hanno nulla da perdere, ovvero non hanno nessuna garanzia finanziaria e nessun capitale sociale a tutela di lavoratori e famiglie.


Questi sono i rischi di affidarsi a società che non sono riconosciute come agenzie interinali.


Persino gli imprenditori stessi di queste società “abusive”, che vengono spesso illusi dal fatto che con questi contratti Co.Co.Co possono operare nel settore ed eludere la somministrazione di lavoro o il lavoro interinale, possono passare delle grane se dovessero essere provati i rapporti di lavoro subordinato con le famiglie.


Un altro svantaggio per questi imprenditori, che costruiscono il loro successo e il loro business su questo approccio, è che il giorno in cui i Sindacati e il Governo si organizzeranno e vi sarà un vero concetto di rappresentanza sindacale più rappresentativa, questi contratti collettivi che autorizzano l’uso del  Co.Co.Co. diventeranno contratti Pirata non più tollerati e l’intero business costruito da questi imprenditori verrebbe azzerato in quanto il loro modello non sarebbe più accettato (ora è accettato nel senso che solo su denuncia diretta di un lavoratore i rapporti possono essere riqualificati quindi il rischio per loro è molto basso e capita raramente)


Come noto, i lavoratori domestici vengono di norma assunti direttamente dalle famiglie o dalle agenzie interinali regolarmente autorizzate e iscritte all’albo del Ministero del Lavoro. 

 

Sia Famiglie che agenzie interinali utilizzano il contratto collettivo nazionale del lavoro domestico (CCNL domestico) per gestire i rapporti di lavoro subordinato (Datore di lavoro - dipendente).

 

Le tutele in caso di assunzione diretta o in caso di assunzione con agenzie interinali regolarmente autorizzate sono altissime mentre se ci si affida a società che non offrono garanzie e non sono autorizzate i rischi per le famiglie e per i lavoratori sono molto alti.


In conclusione:


1) è facile dimostrare che una Colf o Badante svolge lavoro subordinato presso una famiglia.


2) Se questa subordinazione venisse rivendicata o provata, le società che forniscono lavoratori Co.Co.Co verrebbero sanzionate per somministrazione illecita di lavoro (sarebbero delle false agenzie).


3) Le famiglie che si sono avvalse di queste false agenzie, nonostante abbiano pagato delle fatture molto onerose,  si assumeranno comunque tutti i rischi legali di eventuali infrazioni fatte dalla società (falsa agenzia), per esempio differenze retributive , contributive o assistenziali.


4) Se governo e sindacati troveranno l’accordo per fare una legge sulla rappresentanza sindacale, tutti questi sindacati “sconosciuti” che hanno stipulato contratti pirata non saranno più presi in considerazione e gli imprenditori che hanno costruito i loro affari su questi contratti  si troveranno in una situazione di illegalità totale.  Questo potrà avvenire domani o tra dieci anni, tuttavia questi imprenditori vivono nell’incertezza e non dormono sonni tranquilli.


Che tu sia una persona che ha bisogno di un lavoratore domestico o che tu sia un imprenditore del settore, affidati ad agenzie interinali o agenzie di somministrazione di lavoratori regolarmente autorizzate dal Ministero Del Lavoro. Solo così potrete avere certezze e tutele anche sul lungo periodo.

Letto 270 volte
Vota questo articolo
(0 Voti)