Cerchi una badante convivente o a ore senza pensieri, rischi e responsabilità? Vitassistance è al tuo servizio dal 1994
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Quali rischi corro a tenere una colf badante in nero e ad affidarmi a false agenzie e cooperative di badanti

Set 28 2020

 

Per molto tempo, hai tenuto una colf in casa senza un regolare contratto di lavoro.

Il rapporto sta per volgere al termine e vuoi ridurre il rischio legato al lavoro nero. Ti chiedi cosa puoi fare a tale fine.

 

Purtroppo, è ancora molto diffuso, nel nostro Paese, il lavoro nero, ossia, lo svolgimento di attività di lavoro senza un regolare contratto di assunzione.

 

Il lavoro irregolare determina numerosi rischi per il datore di lavoro e per il lavoratore. Infatti, lavorare in nero significa omettere del tutto di pagare agli enti previdenziali i contributi previdenziali, oltre che porre in essere numerose infrazioni amministrative.

 

Cosa si può fare, allora, per ridurre tali rischi? Può essere utile una conciliazione con la colf in nero?

Senza dubbio la firma di un accordo conciliativo in una sede protetta con la lavoratrice può ridurre l’esposizione del datore di lavoro anche se non può annullare del tutto la possibilità di ricevere sanzioni.

 

Cos’è il lavoro nero?

 

A differenza di altri contratti, che possono essere sottoscritti dalle parti senza rispettare particolari formalità e senza dover inviare alcuna comunicazione alle autorità pubbliche, il contratto di lavoro è fortemente regolato dalla legge.

 

Quando si firma la lettera di assunzione, infatti, scattano una serie di obblighi a carico del datore di lavoro il quale deve:

 

- comunicare l’assunzione agli enti competenti;

- consegnare al lavoratore un documento che riepiloga le condizioni di impiego;

- consegnare al dipendente la busta paga mensile;

- effettuare, sulla retribuzione erogata, le trattenute di legge per pagare i contributi previdenziali e le tasse;

- rispettare, nella gestione del rapporto di lavoro, i diritti minimi inderogabili del lavoratore previsti dalla legge e dai contratti collettivi di settore (orario di lavoro, malattia, maternità, infortunio, norme sul licenziamento, mansioni, trasferimento, etc.).

 

In particolare, quando si assume una badante o una colf, il datore di lavoro deve osservare tutte le incombenze che abbiamo indicato e deve erogare alla lavoratrice uno stipendio almeno pari ai minimi salariali previsti dalla contrattazione collettiva di settore (Ccnl lavoro domestico).

 

Il lavoro irregolare, detto anche lavoro nero, consiste nell’assunzione di un lavoratore senza rispettare le regole. Il rapporto di lavoro si costituisce con un accordo verbale ma non c’è nulla di scritto e non viene effettuata nessuna comunicazione agli enti preposti.

 

COLF E BADANTE IN NERO: QUALI SONO I RISCHI E LE SANZIONI?

 

Il lavoro irregolare espone sia il datore di lavoro che il lavoratore a dei rischi molto rilevanti. Innanzitutto, c’è il rischio di sanzioni amministrative che sono previste per il datore di lavoro che omette di effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione e la consegna mensile della busta paga al lavoratore.

Inoltre, Inps ed Inail possono agire contro il datore di lavoro per il pagamento dei contributi previdenziali che sono stati omessi a causa della natura irregolare del rapporto di lavoro.

Le sanzioni possono arrivare sino a euro 36mila.

Oltre ai rischi connessi all’attività ispettiva dei poteri pubblici, il datore di lavoro rischia anche di ricevere una vertenza dal lavoratore che potrebbe chiedere il pagamento di tutte le differenze retributive che gli sarebbero spettate se fosse stato assunto regolarmente e se fossero state rispettare le norme di legge e del Ccnl.

 

Ad esempio, il lavoratore potrebbe chiedere, tra le altre cose, il pagamento di:

 

- trattamento di fine rapporto;

- maggiorazioni per lavoro straordinario o festivo;

- tredicesima e quattordicesima;

- indennità di malattia;

- ferie maturate e non godute.

 

CONCILIAZIONE COLF BADANTE IN NERO

 

Il rischio connesso all’aver avuto una colf badante in nero alle proprie dipendenze non può essere azzerato del tutto ma può essere ridotto sottoscrivendo una conciliazione in sede protetta con la colf badante in nero.

 

La legge [1], infatti, permette al lavoratore di rinunciare a diritti inderogabili di legge e di Ccnl di fronte ad apposite sedi protette che hanno la funzione di assistere il dipendente e di fargli comprendere pienamente ciò che sta firmando e gli effetti della conciliazione.

 

Quando il rapporto con la colf in nero si chiude, le parti possono dunque recarsi presso un conciliatore sindacale per firmare un accordo conciliativo con il quale la colf rinuncia a far valere qualsiasi diritto connesso all’intercorso rapporto di lavoro.

 

In questo modo, la colf non potrà fare causa al datore di lavoro. Quest’ultimo, tuttavia, resta sempre esposto al rischio di azioni nei suoi confronti da parte di Inps e Inail in quanto la conciliazione con la colf non produce alcun effetto nei confronti dei predetti enti di previdenza ed assistenza.

 

CERCHI UNA BADANTE ASSUNTA REGOLARMENTE ? CON QUALE CONTRATTO LEGALE DEVE ESSERE ASSUNTA ? PERCHE' DEVO AFFIDARMI A VITASSISTANCE AGENZIA DI LAVORO SPECIALISTA?

 

Le badanti fornite da Vitassistance sono assunte con l'unico contratto legale che è il Contratto Nazionale del Lavoro Domestico CCNL DOMESTICO.

 

(FATE ATTENZIONE ALLE TRUFFE CONTRATTI DI PARTITA IVA ALLE BADANTI - CO.CO.CO - CO.CO.PRO e contratti di lavoro occasionali perchè sono ILLEGALI per le badanti)

 

COME RICONOSCERE E TUTELARSI DA AGENZIE, ASSOCIAZIONI E COOPERATIVE DI BADANTI ILLEGALI ?

 

Non tutte le società presenti sul territorio possono fornire colf o badanti alle famiglie che ne hanno bisogno.

Quando una società assume una badante e la manda a lavorare a casa di una famiglia, sta svolgendo somministrazione di lavoro o fornitura di manodopera.

 

In Italia, la ricerca e la selezione di personale, l’intermediazione di personale e la fornitura diretta di personale (somministrazione di lavoro) sono tutte operazioni che possono essere svolte solo da società che sono iscritte all’Albo delle Agenzie Per il Lavoro (ANPAL) gestito dal Ministero del Lavoro e dalle Politiche Sociali.

 

Chi non è abilitato dall’albo e dal Ministero del Lavoro NON può fornire legalmente badanti a degli utilizzatori.  

 

La badante che viene mandata a casa vostra è un lavoratore subordinato che è alle vostre dipendenze. Avere qualcuno alle proprie dipendenze, ovvero stabilire gli orari di lavoro e le mansioni lavorative, è legale solo se il contratto di lavoro è di tipo subordinato (dipendente).

Per le badanti le tutele previste sono regolate dal Contratto Collettivo Nazionale Del Lavoro Domestico (CCNL domestico).

 

Molte associazioni o cooperative di badanti che non hanno l’autorizzazione ministeriale, assumono invece con forme contrattuali diverse o addirittura con contratti di lavoro autonomo (Partite Iva  - CO. CO. CO. – CO. CO. PRO. ).

 

Queste società non autorizzate che utilizzano forme contrattuali alternative mettono a rischio le famiglie che possono essere soggette a rivendicazioni da parte dei lavoratori forniti e assunti con contratti non a norma di legge.

Una badante fornita con un contratto di lavoro non regolare potrà rivendicare di essere stata una vostra dipendente e farsi risarcire di tutte le tutele previste dal relativo CCNL e di farsi assumere regolarmente e direttamente dalla famiglia utilizzatrice.

 

Il fatto di aver pagato delle fatture a queste società irregolari, non vi esonera da eventuali rivendicazioni. Infatti le fatture non riguardano il diritto del lavoro. 

Chiunque può fare una fattura, ma ciò che conta è se l’attività di fornitura di personale è svolta a norma di legge rispettando il diritto del lavoro.

 

PER TUTELARVI VERIFICATE SEMPRE LA RISPOSTA A QUESTE DUE DOMANDE:

 

1) La società che mi fornisce le badanti è una Agenzia Interinale iscritta all’albo della Agenzie Per il Lavoro? (ANPAL)

2) La badante, che viene messa alle proprie dipendenze da questa Agenzia, è assunta regolarmente e tutelata dal CCNL del Lavoro domestico

 

Questi sono requisiti fondamentali quando si tratta di mettersi in casa personale fornito da altri.

 

Fonte: La legge per tutti

 

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