Boom di badanti italiane assunte: il “nero” corroso dalla paura

Lug 29 2020

 

Contagi e decessi nelle case di riposo, con lo stop ai nuovi ingressi, hanno spinto le famiglie a seguire altre strade per la cura degli anziani non autosufficienti. Le ordinanze che hanno limitato la circolazione nell’emergenza coronavirus hanno avuto un doppio effetto: alcune colf e badanti, principalmente italiane, sono state messe in regola, assunte per il timore dei datori di lavoro di avere conseguenze penali per averle impiegate in nero; le badanti straniere senza permesso di soggiorno vivono invece barricate in casa, nel terrore di incappare in un controllo sulle strade. Una serie di fattori che hanno portato a una “anomala” crescita dei nuovi contratti di lavoro domestico, uniforme sul territorio regionale, in un settore da sempre segnato dagli impieghi in nero. Crescita che spicca in un mercato del lavoro paralizzato, con quasi tutti i comparti che registrano segno meno.

 

Il trend emerge da un’analisi delle comunicazioni obbligatorie di avviamento al lavoro effettuata dall’Osservatorio mercato del lavoro della Città metropolitana di Milano, diretto da Livio Lo Verso. "C’è una categoria di lavoratori – si legge nel rapporto – per i quali le restrizioni hanno rappresentato un’opportunità". Nel marzo scorso, in piena emergenza sanitaria, si è registrato nel Milanese il valore più elevato degli ultimi tre anni: 2.193 nuovi contratti per colf e badanti, con un incremento del 3,2% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, quando gli avviamenti al lavoro erano stati 2.124. Una crescita che è dovuta al raddoppio degli avviamenti di lavoratrici italiane.

  

A marzo 2019 erano stati 275, quest’anno 421: +53.1%. Il dato più alto, seguito a distanza da Filippine (312, -19%), Perù (257, +20.1%), e Ucraina (219, -5.2%). Il 62% delle neoassunte ha più di 45 anni. "Di questo fenomeno posso essere date due interpretazioni – spiega Elena Buscemi, consigliera della Città metropolitana con delega al Lavoro –. Alcune famiglie di fronte alla situazione critica delle Rsa possono essere corse ai ripari assumendo badanti, oppure una quota di famiglie ha deciso di regolarizzare la posizione di badanti che già prestavano servizio".

 

Molte famiglie, si legge nel rapporto, "hanno probabilmente scelto di non correre rischi, non avrebbero potuto difatti giustificare l’uscita di casa della badante attraverso l’autocertificazione per motivi di necessità della persona accudita. Nel caso le colf o le badanti fossero state fermate dalle forze dell’ordine, il controllo di queste autocertificazioni avrebbero esposto il datore di lavoro alla eventualità di dover rispondere dei rapporti di lavoro in nero". Meglio pagare i contributi, quindi, piuttosto che rischiare guai giudiziari. Per l’esercito di badanti “fantasma“ senza permesso di soggiorno la situazione è invece ancora più precaria: per il timore di controlli da due mesi non escono più, neanche per fare la spesa o andare in farmacia, in alcuni casi spinte a chiudersi in casa dalle stesse famiglie.

 

Attenzione inoltre alle cooperative e alle agenzie di badanti abusive che non assumono regolarmente la badante. Richiedere sempre l'autorizzazione del Ministero del Lavoro alla ricerca, selezione, intermediazione e somministrazione di personale.

 

FONTE: https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/badanti-assunte-1.5133562

 

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