L‘INPS ha effettuato tutta una serie di controlli ed ha anche inviato tutta una serie di avvisi ai contribuenti. Ma di cosa si tratta? L’INPS avrebbe avviato tutta una nuova serie di accertamenti che saranno effettuate nelle prossime settimane e nel contempo ha anche inviato tutta una serie di lettere per gli accertamenti già effettuati. Ma chi sarà oggetto di questi accertamenti e quali sono i motivi. Ad essere nel mirino del nuovo controllo dell’INPS sono tutti coloro che non hanno pagato i contributi per baby sitter, colf e badanti.

Sono queste le ultime notizie che arrivano e che confermano l’intenzione da parte dell’INPS di inviare avvisi dapprima bonari ai datori di lavoro domestico.

Effettivamente in cosa consistono questi nuovi controlli dell’INPS?

 

Controlli Inps in arrivo, ma per chi?

Come abbiamo visto, a finire nel mirino dei controlli da parte dell’INPS sono i datori di lavoro domestico e si tratta di controlli che hanno soltanto l’obiettivo di monitorare i correnti versamenti contributivi a favore di baby sitter, colf e badanti. Il versamento di questi contributi permette di poter regolarizzare il rapporto di lavoro e così come avviene per qualsiasi tipo di lavoratore, permette a quest’ultimi di poter raggiungere la possibilità di calcolo della pensione, ma anche tutta un’altra serie di benefici tra i quali il diritto alla disoccupazione, il congedo di maternità e l’assicurazione contro gli infortuni. Il calcolo dei contributi va effettuato con una cadenza trimestrale quanto il datore di lavoro deve effettivamente versare dipende dal tipo di contratto che si stipula e dalle ore di lavoro. Ovviamente sarà diverso il calcolo dei contributi nel caso in cui si tratti di una colf o badante, in quanto se le ore di lavoro superano le 24 ore a settimana, il contributo sarà fisso.

Nel mirino comunque finiranno i controlli riguardanti gli anni a partire dal 2014 in poi e tutti quei casi in cui allo stesso INPS, dovesse risultare il mancato versamento di almeno un trimestre dei contributi dovuti per i lavoratori domestici. Al fine di difendersi da sanzioni, una volta che si riceve l’avviso bonario si consiglia ai datori di lavoro di versare i contributi a baby-sitter colf e badanti entro 30 giorni dalla data di recapito dell’avviso che precede l’emissione della cartella esattoriale.  Nel caso in cui invece il datore di lavoro domestico, volesse la pretesa del parte dell’INPS, dovrà semplicemente rispondere all’avviso nelle modalità che sono descritte proprio all’interno della comunicazione e lo potrà fare entro 30 giorni.

 

In arrivo controlli anche dell’Agenzia delle Entrate

Non si tratta soltanto di controlli da parte dell’INPS,  anche da parte dell’Agenzia delle Entrate ed alcuni di questi sono stati già effettuati In alcune zone d’Italia.

Si richiama l’attenzione delle sedi sulla necessità di effettuare i controlli propedeutici al corretto aggiornamento delle posizioni, prima di procedere alla conferma del credito delle inadempienze in parola.

 

A titolo esemplificativo vengono di seguito indicate le tipologie di attività da realizzare:

• Sistemazione dei bollettini anomali e/o “fuori lista”;

• Verifica se esistono domande di Sospensione contributiva per i Trimestri compresi nella regolarizzazione; in tal caso i Trimestri non sono dovuti e vanno eliminati dalla regolarizzazione;

• Verifica presenza di una istanza di regolarizzazione relativamente allo stesso periodo dell’avviso di accertamento non ancora inserita in procedura: questa andrà inserita dalla Sede ed avrà la precedenza rispetto all’inadempienza come “Silente”.

• Verifica presenza in procedura di una Regolarizzazione per lo stesso Rapporto di Lavoro con periodi in tutto od in parte sovrapposti a quella come Silente. In tal caso, la regolarizzazione preesistente, che è stata inserita dalla Sede a seguito di precedente istruttoria, ha la precedenza, anche se fosse ancora nello stato “Acquisita”. Ne consegue che la Sede dovrà cancellare l’Inadempienza come Silente quando i periodi sono tutti sovrapposti oppure eliminare da quella Silente i periodi sovrapposti, lasciando solo quelli dovuti e non presenti in altre regolarizzazioni.

• Ricerca nell’applicazione “Incasso Contributi DE.U.” di un eventuale F24 pagato dallo stesso datore di lavoro per una inadempienza Lavoratori Domestici non contabilizzata, riferita allo stesso rapporto di lavoro e agli stessi trimestri oggetto dell’avviso di accertamento predisposto per la spedizione.

 

Per gli avvisi di accertamento relativi a rapporti di lavoro iscritti a seguito di domande di emersione (L. 102/2009 e D.Lgs. 109/2012) si ricorda che i datori di lavoro erano esentati dal pagamento delle sanzioni soltanto fino alla stipula del contratto di soggiorno; ne consegue che i trimestri risultati ad oggi scoperti da contribuzione sono assoggettati, secondo quanto disposto dall’art. 116, commi 8 e ss., della legge n. 388/2000.

Si ricorda che è possibile, con le consuete modalità, visualizzare e modificare i dati delle inadempienze nello stato di acquisita, anche rimuovendo alcuni trimestri.

 

FONTE: https://www.controcopertina.com/2018/inps-e-agenzia-entrate-accertamenti-ora-e-spedite-tante-lettere-tutti-i-dettagli-5119

L’evasione fiscale e contributiva in Italia si aggira in media sui 110 miliardi di euro l'anno. Così il presidente della Commissione per la redazione della “Relazione annuale sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva”, Enrico Giovannini, in audizione alla Commissione Bicamerale, illustrando i dati del triennio 2012-2014. Nel 2014 il tax gap, la differenza tra le imposte che si dovrebbero pagare e quelle effettivamente pagate si è allargato a 111,6 miliardi di euro da 108 miliardi del 2012.

 

Dalle badanti alla bottega sotto casa, dalle costruzioni ai servizi per le imprese: il tax gap, la differenza tra le imposte che si dovrebbero pagare e quelle effettivamente pagate, è tra il 20 e il 30%. Lo ha detto il presidente della Commissione per la redazione della “Relazione annuale sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva”, Enrico Giovannini, alla Commissione Bicamerale.

 

Nel dettaglio, il sommerso è al 30% nei servizi alle famiglie, 26% nel commercio, pubblici esercizi, 24% costruzioni, 20% nei servizi alle imprese.

 

FONTE: http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-03-29/evasione-record-le-badanti-30percento-115142.shtml?uuid=AE0fwYv&refresh_ce=1

 

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