Con l'invecchiamento della popolazione il problema dell'assistenza anziani è sempre più sentito. Nella gran parte dei casi lasciare la casa dove si è vissuti per una vita è un trauma, ed ecco che molte famiglie si affidano a badanti, persone che vivano con i propri genitori o nonni, offrendo loro assistenza giorno e notte.

Ma il mestiere in questione è sensibile e presuppone un forte legame fiduciario, si tratta infatti di far entrare in casa persone estranee che vivranno 24 ore al giorno con i propri cari. Per questo affidarsi a professionisti è consigliato.

 

Tra i massimi esperti nel settore, in Italia c'è Vitassistance, un agenzia di somministrazione di lavoro specialista Autorizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La Vitassistance lavora nel settore dell'assistenza agli anziani dal 1994 e assume direttamente le colf e le badanti, applicando loro il contratto di lavoro domestico, in base alla sua posizione specifica (colf e badante).

 

In questo modo il cliente non ha rapporti contrattuali direttamente con le badanti, ma solo con Vitassistance che si assume ogni responsabilità della gestione del servizio e che si fa carico degli oneri previdenziali e fiscali.

In questo modo la durata del contratto per la famiglia è assai flessibile, il cliente lo può sospendere in qualsiasi momento, a seconda delle necessità che sorgono.

 

Ma uno dei vantaggi più grandi offerti da Vitassistance è di eliminare la ricerca fai da te e così facendo la famiglia che cerca aiuto risparmia tempo e vede aumentare la sicurezza della professionalità della persona che si farà entrare in casa

Si evitano poi tutta un'altra serie di incombenze, come inquadrare la persona prescelta con regolare denuncia all'Inps, all'Inail, all'ispettorato, all'ufficio di collocamento. Ci pensa l'agenzia.

 

Non di rado, succede che dopo i primi giorni il comportamento della badante non sia più accondiscendente come durante il colloquio iniziale; si possono evidenziare richieste ulteriori di denaro o di provilegi, con conseguenti di abbandono; facendo precipitare il malcapitato nella spirale della paura di ricominciare da capo. Si inizia, così, un balletto di varie persone che si avvicendano sull'anziano, con gravi squilibri psicologici per quest'ultimo.

 

Il pensiero di fondo dell'azienda è: affidarsi a professionisti per garantire migliore assistenza agli anziani e ai disabili. Il vantaggio più forte è per l'anziano o il disabile in questione che eviterà di vedere sfilare in casa propria una lunga serie di persone, nel peggiore dei casi incompetenti e truffaldine.

Dall'altra parte per i famigliari avranno meno problemi e incombenze da affrontare e delle garanzie in più, il tutto grazie al lavoro ormai ventennennale di Vitassistance.

 

Tra i lati più apprezzati dalle famiglie c'è proprio la scomparsa delle mille pratiche burocratiche e delle lunghe giornate passate a fare le trottole da un ufficio all'altro con la paura di non aver fatto le cose come andavano fatte e il rischio di andare incontro a sanzioni, anche pesanti.

 

Per maggiori informazioni e richiesta di preventivi: https://www.vitassistance.it

 

Durante il periodo di ferie o eventuali assenze giustificate della badante, il cliente vitassistance ha diritto alla sostituzione immediata della stessa con altro personale regolarizzato per il periodo richiesto di sostituzione.

 

Per maggiori informazioni visita la nostra pagina dedicata del sito:

 

Prende ufficialmente il via la stagione della dichiarazione dei redditi e, con essa, le varie spese che è possibile portare in detrazione con il modello 730/2018.

Tra queste vi è anche il costo dei contributi pagati per baby sitter, colf e badanti nel corso dell’anno 2017: il datore di lavoro domestico potrà dedurre dal reddito l’importo pagato entro il limite di 1549,37 euro.

Si ricorda che questa agevolazione potrà essere richiesta anche se la colf o la badante non è assunta per persone non autosufficienti. Quando, invece, si assumono addetti all’assistenza personale di anziani o disabili si potrà detrarre anche la spesa sostenuta per la retribuzione della badante.

Per quanto riguarda, invece, i contributi Inps pagati dal datore di lavoro domestico, la spesa sostenuta e documentata dalle ricevute di versamento dovrà essere inserita all’interno del rigo E23 del modello 730/2018.

Di seguito tutte le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per la compilazione del modello 730/2018 al fine di richiedere la detrazione dei contributi colf e badanti.

 

Contributi colf e badanti: come chiedere la detrazione modello 730/2018

 

I datori di lavoro domestico, ovvero i contribuenti che assumono una persona per i lavori domestici o per l’assistenza personale o ad un membro della famiglia possono portare in detrazione i contributi Inps per colf e badanti.

Compilando il modello 730/2018 sarà possibile scaricare dalle tasse i contributi pagati nel 2017: la detrazione spetta sia per chi presenta il 730 precompilato o ordinario che per chi invece usa il modello Redditi (ex Unico).

La detrazione dei contributi previdenziali di colf e badanti è ammessa nel limite massimo di 1.549,37 euro ed è possibile la deduzione anche da parte del contribuente che ha assunto una colf o una badante per l’assistenza di un familiare anche se non a carico.

All’interno del rigo E23 del modello 730/2018 bisognerà indicare i contributi versati per colf, badanti ma anche baby sitter per la parte a carico del datore di lavoro.

Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2017 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione - art. 51 Tuir” (punti da 701 a 706) della Certificazione Unica, con il codice onere 3.

Per poter beneficiare della detrazione è fondamentale conservare i documenti che attestino l’aver pagato i contributi Inps nel corso del 2017.

 

Documenti da conservare

 

Ai fini della detrazione e in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate sarà necessario conservare le ricevute di pagamento che, nel caso di versamento per l’interno anno, saranno quattro (come noto i contributi nei confronti dei lavoratori domestici vengono versati a cadenza trimestrale).

Per i contributi detraibili dal reddito vale il principio di cassa: sarà possibile inserire nel modello 730/2018 tutti i contributi pagati nel 2017, anche se magari riferiti ad un trimestre del 2016.

 

Detrazioni fiscali 2018: tutte le spese che è possibile scaricare con il 730

 

La stagione della dichiarazione dei redditi ha preso avvio con la pubblicazione del modello 730/2018 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Le modifiche e l’invio potranno essere effettuati a partire dal 2 maggio.

Nella categoria di spese detraibili rientrano una variegata tipologia di costi sostenuti dal contribuente nel 2017: spese mediche, sanitarie, per addetti all’assistenza personale e non solo.

Per cercare di orientarsi i lettori possono consultare la guida alle detrazioni fiscali 2018, oltre che gli approfondimenti dedicati a ciascuna tipologia di spesa.

Per qualsiasi richiesta di chiarimento e/o di confronto su come modificare, visualizzare e scaricare la precompilata su Fisconline e su tutte le tematiche relative al 730 i lettori possono altresì fare riferimento al nostro gruppo Facebook “Informazione Fiscale”: qui verrà promosso il confronto con altri lettori e/o con i redattori del nostro sito.

 

FONTE: https://www.informazionefiscale.it/colf-badanti-detrazione-contributi-modello-730-2018

Assistere un anziano non autosufficiente in casa costa fatica, soldi e sofferenza”. Paola, impiegata di 53 anni, divorziata e senza figli, racconta l’esperienza di vivere con la madre di 84 anni, fragile per gli acciacchi dell’età e con una forma di demenza senile. Ormai questa è la normalità per molte persone in Italia. Secondo i numeri dell’Istat per il 2017, nel nostro paese gli anziani – dai 65 anni in su – sono 13.528.550, il 22,3 percento della popolazione. In Piemonte il dato sale al 25,1 percento: 1.100.069 anziani. Significa che per ogni 100 persone giovani, sotto i 14 anni, ce ne sono 198 oltre la soglia della terza età: un dato in crescita da oltre 15 anni, che mostra lo sbilanciamento del peso sociale. Prendersi cura di un parente anziano vuol dire stargli accanto ogni giorno con pazienza e fatica.

 

In Italia una persona su quattro fa parte della “rete informale” che fornisce cure a familiari e conoscenti. È il “welfare all’italiana”, con le parole dell’Istat, la solidarietà che coinvolge circa 15 milioni di persone. Il popolo dei “caregiver”, termine anglosassone per i “donatori di cure”, è composto per la maggior parte da donne, sposate, disoccupate o con orari di lavoro che permettono di dedicare tempo a un tipo di convivenza particolare. “L’impegno va oltre la terapia per le patologie di cui soffre la mamma – continua Paola – bisogna stare attenti a tante cose e la preoccupazione ti accompagna sempre.Per fortuna lavoro e con l’accompagnamento ce la caviamo”.

 

In Europa continentale e del Nord il sistema di welfare prevalente è quello della defamiliarizzazione: il settore pubblico fornisce servizi e finanziamenti. In Italia la cura degli anziani poggia sullespalle della famiglia. L’offerta di supporto è limitata all’Assistenza domiciliare integrata (Adi) e alla continuità assistenziale ospedaliera temporanea. In Italia la scelta delle famiglie è tra il ricovero in una casa di riposo e l’assistenza a domicilio. Le strutture esterne costano tra 1.400 e 1.500 euro al mese, ma nelle grandi città la cifra sale. A Torino la retta è intorno a 3.000-3.500 euro, 2.000-2.500 nel resto del Piemonte. Dipende dalla tipologia dei servizi offerti e dalla presenza di convenzioni con gli enti pubblici. L’assunzione di una badante, spesso in nero, è la soluzione più comoda.

 

La Cisl stima che circa 4 anziani su 10 vengono curati in casa da personale qualificato, assunto spesso con contratti sulla parola, contro la legge. La spesa in questo caso è di 15mila euro annui. In caso di assistenza notturna e di particolari necessità i costi possono triplicare. La legge 104 del 1992 regola la fornitura di aiuti alle famiglie italiane con anziani non autosufficienti e disabili. L’importo dell’indennità di accompagnamento l’anno scorso è stata di 515,43 euro mensili per un totale di 6.185,16 euro annui, esenti dalle tasse e dalla dichiarazione dei redditi. Per chi lavora e abita con una persona non autosufficiente ci sono permessi e detrazioni fiscali. Il nuovo Testo unico della 104 era in lavorazione al Senato prima della fine della legislatura.

 

Nel documento approvato in Commissione Bilancio c’era anche il “fondo caregiver” 2018, con 60 milioni di euro per il triennio 2018-2020, che se divisi per i 3 milioni di aventi diritto, darebbero soltanto 7 euro a testa all’anno. Ora a decidere sarà il nuovo esecutivo. Per aiutare veramente chi ha bisogno si dovrebbero chiarire i criteri per l’accesso al contributo, distinguendo secondo la gravità e il tempo dedicato alla cura. La pressione sui caregiver aumenta con la crescita costante del tasso di invecchiamento. Le prospettive per il futuro delle persone nella situazione di Paola sono sempre più un’incognita.

 

FONTE: https://www.futura.news/2018/04/05/un-piemontese-su-4-e-over-65-famiglie-sempre-piu-sole/

 

 

 

Riceviamo dalla guardia di finanza di Mondovì (Cuneo) e pubblichiamo: "Le Fiamme gialle della Compagnia di Mondovì, nel corso di una mirata attività di controllo economico del territorio, hanno avviato numerosi controlli finalizzati al contrasto del fenomeno del “sommerso d’azienda”, diretti quindi all’individuazione di soggetti che, nonostante abbiano prodotto reddito, sono totalmente o parzialmente sconosciuti al Fisco.

Nello specifico, le attività ispettive poste in essere si sono concentrate sul fenomeno dell’assistenza ai degenti degli ospedali di Mondovì e di Ceva. I finanzieri hanno provveduto ad acquisire dalle suddette strutture ospedaliere gli elenchi, nonché i registri delle presenze delle persone autorizzate a prestare assistenza ai pazienti ricoverati, sia in orario notturno che diurno.

La complessa azione investigativa in argomento ha consentito di individuare sette soggetti titolari di partita Iva “evasori totali”, in quanto trattasi di soggetti che, a fronte di attività effettivamente svolte, non hanno presentato le prescritte dichiarazioni dei redditi, ed un evasore paratotale che, invece, le ha presentate omettendo di indicare tutti i ricavi realmente conseguiti.

All’esito delle operazioni ispettive, è stata segnalata all’Agenzia delle Entrate un’evasione fiscale per oltre 380.000 euro, derivante da ricavi non dichiarati, ed oltre 10.000 euro di imposte regionali evase. Tra i casi più significativi figura quello relativo ad una badante che, nel periodo sottoposto a controllo, ha percepito oltre 116.000 euro omettendo di dichiararli e di pagare le dovute imposte.

L’attività costante della guardia di finanza, finalizzata a tutelare l’economia legale e il libero mercato a favore dei soggetti economici rispettosi delle regole e dei cittadini onesti, viene svolta anche attenzionando alcuni particolari settori correlati ad attività economiche che, per la loro tipologia, risultano di difficile controllo".

 

FONTE: https://www.cuneocronaca.it/badanti-non-dichiarano-redditi-blitz-della-finanza-negli-ospedali-di-mondovi-e-ceva

 

La nostra popolazione è tra le più anziane d’Europa e lo stato sociale deve fare i conti con la tenuta del sistema pensionistico con la conseguenza che le famiglie si trovano nella necessità di sostenere, economicamente ed a livello organizzativo, i costi dell’assistenza.

Ecco allora che può capitare, in un momento così delicato, quando occorre prendere decisioni per improvvise necessità, di imbattersi in un sistema “originale” di reclutamento di badanti che poi può rivelarsi foriero di guai per le famiglie. Nel momento del bisogno, in mancanza di conoscenza e di tempo, un volantino pubblicitario trovato per “fortunata” coincidenza che garantisce in modo veloce, mirato e professionale il reperimento e la fornitura di una badante, può apparire come la soluzione migliore nel momento giusto.

Accade però che la coincidenza si riveli tutt’altro che fortunata, che chi propone la soluzione che si riteneva migliore non sia autorizzato a svolgere quell’attività e che la famiglia, per essersi affidata e fidata dell’intermediario, venga sanzionata dall’autorità preposta al controllo, in questo caso l’Ispettorato del Lavoro.

 

In proposito, l’Ispettorato del Lavoro di Asti-Alessandria segnala che il fenomeno è in espansione e raccomanda alle famiglie di prestare la massima attenzione nel momento in cui ci si venga a trovare nella necessità di assumere una badante.

 

Il consiglio è sempre quello di rivolgersi agli Uffici pubblici (Centri per l’Impiego) oltre che a professionisti e consulenti abilitati e di diffidare delle proposte accattivanti di chi si propone come intermediario nella fornitura di personale senza essere abilitato.

 

Nel nostro sistema lavorativo, infatti, l’attività di ricerca e selezione di personale è rigidamente disciplinata dalla legge e può essere svolta solo dalle agenzie di intermediazione e somministrazione autorizzate ed iscritte in appositi elenchi pubblici, che è possibile consultare per accertarsi della serietà dell’offerta.

 

Sono previste multe ed altre pesanti sanzioni a carico di chi esercita abusivamente l’attività di “collocamento di personale” ma anche le famiglie rischiano di incorrere in sanzioni amministrative qualora il rapporto di lavoro instaurato con il personale fornito non sia correttamente gestito.

 

FONTE: https://www.ilmonferrato.it/articolo/xGnmy6XxhEShPHYtP_twHg/agenzie-non-autorizzate-per-reclutamento-badanti

 

«Massima attenzione a ingannevoli pubblicità e a brochure lasciate in bella vista all’interno degli uffici dell’Asl. Le agenzie che operano nel settore della fornitura di servizi a domicilio di colf, badanti e baby sitter sono fiscalmente irregolari, totalmente vietate dalla normativa». Il monito arriva dalla direzione Territoriale del Lavoro che ha recentemente concluso accertamenti su due ditte che operavano a Genova.
 
«È emerso il ricorso da parte di queste agenzie al lavoro nero e all’utilizzo di figure contrattuali scorrettamente applicate - spiega l’ispettrice al lavoro Barbara Maiella -. Questo vuol dire evasione fiscale e contributiva e sfruttamento dei lavoratori impiegati». I numeri dell’operazione parlano chiaro: 53 lavoratori in nero (44 dei quali impiegati in una sola ditta); 27 errate tipologie di contratto applicate; 130mila euro di contributi e premi recuperati e 450mila sanzioni applicate. Si aggiungono anche due notizie di reato trasmesse alla Procura per abusive attività di intermediazione tra domanda e offerta del lavoro e ricerca e selezione del personale.

Dall’indagine dell’Ispettorato al Lavoro risulta che le tariffe applicate alle famiglie, clienti dell’agenzia, sono del tutto sproporzionate rispetto al costo orario della prestazione versata al lavoratore. In pratica ogni famiglia versa all’agenzia un corrispettivo maggiore di quello che invece sosterrebbe regolarizzando direttamente il lavoratore senza figure intermediarie. «È importante che si comprenda il rischio - aggiungono Patrizia Bernardini e Antonella Pignatelli responsabili della vigilanza ordinaria -. Intendiamo lanciare un messaggio chiaro: queste strutture alimentano un mondo sommerso di irregolarità. Non sono previste agenzie di scambio di manodopera che alimentano soltanto lavoro nero e irregolare.
 
Ad essere ingannate sono le famiglie disposte a pagare di più per essere esonerate da problematiche reali come la ricerca di una badante per un familiare anziano e malato. Si arriva a sborsare anche 3mila euro. Ingannato è anche il lavoratore stesso che viene pagato dai 5 ai sette euro a fronte di un costo medio di 14 euro che la ditta richiede. Paradossalmente colui che offre disponibilità a lavorare deve anche pagare per essere inserito nelle liste da cui la ditta attinge personale. E il danno maggiore sta nel fatto che spessissimo il lavoratore non viene neanche retribuito».
 
 

 

 

 

Quasi metà delle famiglie italiane (43%) si avvalgono o si sono avvalsi di una badante per assistere uno dei propri genitori. “I bisogni di welfare delle famiglie con necessità di cura conclamate” che sono stati presentati questa mattina a Firenze nel corso del convegno annuale. “Fare breccia nei mercati privati: con quali chiavi di ingresso?”. Tre i target di famiglie toscane presi in esame : famiglie con bambini da 0 a 10 anni, famiglie con anziani non completamente autosufficienti, famiglie con disabili (205 le interviste effettuate nel settembre 2017).

 

Tra i canali di ricerca di una badante prevalgono reti informali: parenti, conoscenti, persone nella stessa situazione (84%) seguiti da Terzo settore (14%), Asl (11%), medico curante (7%), servizi di incontro domanda/offerta (7%). Complessivamente la ricerca di una badante risulta abbastanza facile (71%), sebbene emerga qualche difficoltà per circa una famiglia su tre. L’interesse per un servizio di disbrigo pratiche badanti, segmenta il campione esattamente a metà: il 50% lo ritiene utile e l’altra metà no. Chi non ricorre a una badante, afferma di riuscire a gestire autonomamente l’accudimento della persona (44%), o ritiene che una persona di famiglia fornisca un accudimento migliore rispetto a un estraneo (21%). Il 79% delle famiglie con disabili si avvale dei servizi di un operatore specializzato (infermiere o educatore), o più di uno. Per la sua ricerca, i canali più utilizzati sono le strutture sanitarie tradizionali: Asl (73%), seguita da medico curante (38%), parenti e amici (22%), struttura specializzata (20%). 

 

Secondo la ricerca, emerge che i nonni sono i principali care giver e supporto per le coppie con figli, sia nel quotidiano sia nelle situazioni di emergenza. Soltanto nel 19% dei casi ci si avvale invece una baby sitter.

 

Solo le Agenzie di Somministrazione lavoro con regolare Autorizzazione Ministeriale possono "affittare" le badanti al cliente utilizzatore. Cooperative e associazioni sono assolutamente ILLEGALI !

Vitassistance agenzia badanti assume regolarmente le badanti e le "affitta" al cliente utilizzatore prendendosi in carico tutte le responsabilità, dalla parte fiscale alla parte amministrativa e burocratica.

Le nostre badanti, assunte direttamente da noi a casa Vostra !

FONTE: http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/556212/Anziani-il-43-delle-famiglie-italiane-si-avvale-di-una-badante

 

 

Le Agenzie interinali hanno l’obbligo di mettere in primo piano il numero di autorizzazione ministeriale e di iscrizione all’Albo.
Diffidate dalle società che non mettono in vista la loro iscrizione all’Albo con relativo numero di autorizzazione.

 

http://www.vitassistance.it/news/301-come-tutelarsi-da-agenzie-associazioni-e-cooperative-di-badanti-illegali.html

 

Vitassistance Srl è un' Agenzia di somministrazione lavoro specialista. Il marchio Vitassistance è attivo nel settore dell’assistenza agli anziani ed ai disabili dal 1994, siamo stati autorizzati dal Ministero del Lavoro ad assumere direttamente la colf badante, con il contratto nazionale di lavoro domestico, riferito alla sua posizione di colf o badante.

Le nostre badanti sono direttamente assunte da noi con il contratto nazionale del lavoro domestico e non dovrai più pensare a pratiche burocratiche e amministrative perchè gestiremo tutto noi !

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