Non tutte le società  possono fornire colf o badanti alle famiglie che ne hanno bisogno.

 

Quando una società assume una badante e la manda a lavorare a casa di una famiglia, sta svolgendo somministrazione di lavoro o fornitura di manodopera.

 

In Italia, la ricerca e la selezione di personale, l’intermediazione di personale e la fornitura di personale (somministrazione di lavoro) sono tutte operazioni che possono essere svolte solo da società che sono iscritte all’Albo delle Agenzie Per il Lavoro gestito dal Ministero del Lavoro.

 

Chi non è abilitato dall’albo e dal ministero del Lavoro NON può fornire legalmente badanti a degli utilizzatori. 

 

La badante che viene mandata a casa vostra è un lavoratore subordinato che è alle vostre dipendenze. Avere qualcuno alle proprie dipendenze, ovvero stabilire gli orari di lavoro e le mansioni lavorative, è legale  solo se il contratto di lavoro è di tipo subordinato(dipendente).

 

Per le badanti le tutele previste sono regolate dal Contratto Collettivo Nazionale Del Lavoro Domestico (CCNL domestico).

 

Molte associazioni o cooperative di badanti che non hanno l’autorizzazione ministeriale, assumono invece con forme contrattuali diverse o addirittura con contratti di lavoro autonomo (Partite Iva  - CO. CO. CO. – CO. CO. PRO. ).

 

Queste società non autorizzate che utilizzano forme contrattuali alternative  mettono a rischio le famiglie che possono essere soggette a rivendicazioni da parte dei lavoratori forniti e assunti con contratti non a norma di legge. Una badante fornita con un contratto di lavoro non regolare potrà rivendicare di essere stata una vostra dipendente e farsi risarcire di tutte le tutele previste dal relativo CCNL e di farsi assumere regolarmente e direttamente dalla famiglia utilizzatrice.

 

Il fatto di aver pagato delle fatture a queste società irregolari, non vi esonera da eventuali rivendicazioni. Infatti le fatture non riguardano il diritto del lavoro.  Chiunque può fare una fattura, ma ciò che conta è se l’attività di fornitura di personale è svolta a norma di legge rispettando il diritto del lavoro.

 

Per tutelarvi verificate sempre la risposta a queste due domande: 

 

1) La società che mi fornisce le badanti è una Agenzia Interinale iscritta all’albo della Agenzie Per il Lavoro?

2) La badante, che viene messa alle proprie dipendenze da questa Agenzia, è assunta regolarmente e tutelata dal CCNL domestico?

 

Questi sono requisiti fondamentali quando si tratta di mettersi in casa personale fornito da altri.

 

Sarà capitato a molti di dover cercare una colf badante per un proprio caro e di ritrovarsi di fronte a due possibilità: assumere direttamente a proprio nome la badante, oppure affidarsi a società quali agenzie di badanti o cooperative sociali.
Sappiamo tutti che la seconda scelta è molto più vantaggiosa, esonerando la persona da pratiche molto complesse, tuttavia è bene rendersi conto che non tutte le società che si occupano di assistenza anziani sono autorizzate legalmente a svolgere questo servizio.

Nella maggior parte dei casi vi troverete di fronte società che non possono svolgere questo tipo di servizi operando legalmente. Infatti è possibile che una determinata cooperativa o associazione non sia autorizzata a svolgere servizi di ricerca, selezione, Intermediazione e somministrazione (assunzione diretta da parte della società) , di colf e badanti a domicilio.
In questo caso vi ritroverete a casa una badante non in regola oppure una persona che queste associazioni o cooperative sociali faranno assumere direttamente a voi, in quanto non provvisti di autorizzazione ad assumere direttamente, con tutte le responsabilità che ciò comporta.
Per questo è sempre buona norma controllare le referenze, tra cui l’iscrizione all’albo, delle Agenzie per il lavoro tramite il seguente link del ministero del lavoro :

https://www.cliclavoro.gov.it/Operatori/Pagine/Albo-Informatico.aspx

Essere iscritti a questo albo significa poter dare delle garanzie al cliente che cerca una badante, significa operare in trasparenza ed in totale legalità sia verso il cliente che usufruisce dei servizi sia verso il lavoratore che è assunto e regolarizzato con il giusto contratto di lavoro a norma di legge.

La lotta a queste false società cooperative sociali e false agenzie è anche portata avanti da Papa Francesco che in una conferenza si è espresso molto duramente affermando quanto segue:

«Contrastare e combattere le false cooperative, quelle che prostituiscono il proprio nome di cooperativa, cioè di una realtà assai buona, per ingannare la gente con scopi di lucro contrari a quelli della vera e autentica cooperazione».
«perché assumere una facciata onorata e perseguire invece finalità disonorevoli e immorali, spesso rivolte allo sfruttamento del lavoro, oppure alle manipolazioni del mercato, e persino a scandalosi traffici di corruzione, è una vergognosa e gravissima menzogna che non si può assolutamente accettare».
Quindi se siete alla ricerca di una persona esperta e fidata che operi nel settore della cura della persona e della famiglia senza rischi, responsabilità o inutili perdite di tempo, la soluzione è rivolgersi ad Agenzie per il lavoro specializzate in Colf Badante come VitAssistance Srl.

VitAssistance Srl è un' Agenzia di somministrazione lavoro specialista. Il marchio VitAssistance è attivo nel settore dell’assistenza agli anziani ed ai disabili dal 1994, siamo stati autorizzati dal Ministero del Lavoro ad assumere direttamente la colf badante, con il contratto nazionale di lavoro domestico, riferito alla sua posizione.

Il Cliente non ha rapporti contrattuali diretti con le assistenti ma solo con VitAssistance Srl, che si assume tutte le responsabilità della gestione del servizio e gli oneri previdenziali o fiscali. La durata dei contratti è determinata dalla volontà del Cliente, che può sospendere o interrompere del tutto il contratto a seconda del bisogno.

VitAssistance Srl, mette a tua disposizione, in tutto il Nord d’Italia, un servizio altamente specializzato di ricerca, selezione, somministrazione, amministrazione ed organizzazione di risorse umane addette alla cura ed all'assistenza della persona e della famiglia, sollevandoti da tutti i compiti burocratici e amministrativi.

A differenza di altre aziende che si limitano ad amministrare la badante, senza assumersi, però, nessuna responsabilità o rischio dato che la badante è una Vostra dipendente, VitAssistance® Srl mette a Vostra disposizione un suo diretto dipendente. In conclusione, informatevi sempre prima di affidarvi a Società e Cooperative Sociali che potrebbero far assistere i Vostri cari da persone inaffidabili o addirittura creare problemi legali o fiscali.

L’evasione fiscale e contributiva in Italia si aggira in media sui 110 miliardi di euro l'anno. Così il presidente della Commissione per la redazione della “Relazione annuale sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva”, Enrico Giovannini, in audizione alla Commissione Bicamerale, illustrando i dati del triennio 2012-2014. Nel 2014 il tax gap, la differenza tra le imposte che si dovrebbero pagare e quelle effettivamente pagate si è allargato a 111,6 miliardi di euro da 108 miliardi del 2012.

 

Dalle badanti alla bottega sotto casa, dalle costruzioni ai servizi per le imprese: il tax gap, la differenza tra le imposte che si dovrebbero pagare e quelle effettivamente pagate, è tra il 20 e il 30%. Lo ha detto il presidente della Commissione per la redazione della “Relazione annuale sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva”, Enrico Giovannini, alla Commissione Bicamerale.

 

Nel dettaglio, il sommerso è al 30% nei servizi alle famiglie, 26% nel commercio, pubblici esercizi, 24% costruzioni, 20% nei servizi alle imprese.

 

FONTE: http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-03-29/evasione-record-le-badanti-30percento-115142.shtml?uuid=AE0fwYv&refresh_ce=1

 

Redditi non dichiarati al fisco per 250.000 euro, 34 posizioni contributive irregolari - di cui 29 'in nero' - con 17.500 euro di contributi non versati: è quanto il Gruppo Aosta della guardia di finanza contesta a una persona accusata di gestire come una "società commerciale" una Cooperativa sociale valdostana nel settore dell'assistenza domiciliare. La cooperativa coinvolta, la 'La Place' di Aosta, è attualmente in liquidazione.

 

Dalle indagini, avviate nel 2013, è emerso che le badanti, seppur formalmente costituite in cooperativa, erano gestite da "una persona che le dirottava, a seconda delle necessità, sull'intero territorio valdostano. Questo meccanismo non è compatibile con il fine mutualistico proprio delle cooperative bensì con un fine di lucro". La persona aveva patteggiato quattro mesi per truffa ai danni del sistema previdenziale pubblico: a seguito di una perquisizione domiciliare, erano stati trovati falsi bollettini postali Mav relativi ai versamenti dei contributi. Le sanzioni pecuniarie inflitte ammontano a oltre 166 mila euro. L'attività ha coinvolto anche Direzione Territoriale del Lavoro, Inps e Inail.

 

Secondo le fiamme gialle, il mancato versamento dei contributi "nelle casse dell'Inps e dei premi assicurativi all'Inail" ha portato anche alla "mancata maturazione dei requisiti necessari per accedere ai sistemi di sostegno del reddito nei periodi di disoccupazione da parte delle lavoratrici". L'indagine inoltre ha "fatto emergere sistemi di concorrenza sleale che danneggiano gli altri operatori del settore, che forniscono con professionalità servizi di assistenza domiciliare nei confronti di degenti, anziani ed ammalate".

 

Dapprima ci sono state le indagini penali della guardia di finanza - in collaborazione con l'Inps - che hanno portato alla scoperta dei bollettini Mav falsificati relativi ai versamenti dei contributi previdenziali, e quindi il patteggiamento a quattro mesi in tribunale. In seguito, con il via libera della procura, le fiamme gialle, con Direzione territoriale del lavoro, Inps e Inail hanno individuato le 34 posizioni contributive irregolari e i finanzieri hanno accertato le violazioni fiscali (250.000 euro non dichiarati).

 

FONTE: http://www.ansa.it/valledaosta/notizie/2016/09/15/falsa-coopevasione-e-29-badanti-in-nero_0b6756b1-b969-4b47-b984-95955b76afa9.html

 

“Nel 2015 l’Osservatorio INPS ha registrato un calo dei lavoratori domestici impiegati nelle famiglie italiane”. Lo denuncia Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico. “Ad oggi in Italia – rileva – si contano 886.125 lavoratori domestici, la concentrazione maggiore si registra a Nord-ovest con il 29,8%.  Il numero complessivo di colf e badanti è diminuito di 20.518 unità rispetto all’ultima rilevazione INPS del 2014. Si tratta di un calo del 2,4 %. Può sembrare poco ma non lo è; soprattutto perché la richiesta di assistenti familiari presso gli sportelli territoriali, le parrocchie e i centri immigrazione è molto alta”.

 

“La paura – prosegue Gasparrini – è che per risparmiare sui contributi i datori interrompano i rapporti di lavoro domestico solo formalmente per poi continuare ad usufruire dei servizi di colf e badanti senza un regolare contratto. Pratica molto pericolosa poiché, se inizialmente la spesa è minore, la conclusione è quasi sempre una vertenza. Inoltre, le lavoratrici, indispettite dal licenziamento, oltre alla vertenza per il periodo lavorato senza regolare contratto, spesso decidono di richiedere al datore differenze retributive legate al livello di inquadramento e all’orario per il periodo di lavoro svolto regolarmente”.

 

“I datori di lavoro domestico – conclude la nota – devono comprendere che il contratto non è un nemico bensì uno strumento di tutela, sia per il datore sia per il lavoratore domestico, e che non è possibile risparmiare sulla sicurezza e il benessere della famiglia”.

 

FONTE: http://www.farodiroma.it/2016/08/06/badanti-aumenta-il-nero/

 

Risulta irregolare il 30% delle strutture ricettive per anziani sul territorio nazionale. E' quanto emerge dai controlli dei Carabinieri dei Nas nel periodo gennaio-luglio 2016. Segnalate numerose violazioni, tra cui maltrattamenti, lesioni e sequestri di persona. I dati sono stati resi noti al ministero della Salute in occasione della presentazione del programma di interventi 'Estate sicura 2016'. "In varie situazioni - ha detto il ministro del Salute, Beatrice Lorenzin - viene meno qualsiasi tipo di umanità".

 

Sono state verificate situazioni in strutture per anziani "dove i comportamenti degli operatori si dimostrano del tutto disumani, ci sono anziani - ha detto Lorenzin - trattati come non lo sono neppure gli animali". Il ministro ha anche espresso preoccupazione per l'aumento delle strutture abusive in questo ambito, dove "l'intervento è più problematico". Secondo i dati presentati oggi dal comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, e dal comandante dei Nas, Claudio Vincelli, le strutture ricettive per anziani 'non conformi' sono il 30% su 365. Nel 2016 sono stati effettuati 1.208 controlli su tali strutture, con 288 persone segnalate all'autorità giudiziaria, 7 arresti, 550 sanzioni penali e 37 strutture sequestrate o chiuse. I controlli nel 2016 hanno riguardato anche strutture sanitarie, socio-assistenziali e centri di riabilitazione neuro-psicomotoria: 472 le strutture irregolari (28%) per un totale di 1.647 controlli.

 

Quanto al tipo di violazioni penali commesse, emergono i maltrattamenti (114 casi), l'esercizio abusivo della professione da parte di medici e infermieri (109), l'abbandono di incapaci (68), lesioni personali (16), sequestro di persona (16), detenzione di farmaci scaduti (15), strutture sanitarie prive di autorizzazione ovvero abusive (21 casi su 365 strutture controllate), carenze igienico-strutturali (124).

 

FONTE: http://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2016/08/03/-nas-irregolare-il-30-dei-centri-anziani-_79233ee3-154a-4db3-8ccd-828896edcc81.html

 

Galassia tate, colf, badanti: il sommerso è la regola sulla scia di un tacito accordo tra datore di lavoro e lavoratore alimentato dalla mancanza di norme chiare e incentivi per regolare le prestazioni fisse o part-time per la cura dei bambini, anziani, disabili o semplicemente della casa. E l'incidenza del nero resta altissima, pari al 55% del lavoro totale. 

"Il nero è un fenomeno congenito a queste prestazioni private, poco e difficilmente controllabili", sottolinea con l'Adnkronos Andrea Zini, vice presidente di Assindatcolf, l'associazione nazionale dei datori di lavoro domestici. "Colf, tate e badanti in nero sono oltre un milione, contro i circa 920mila registrati". La quota del sommerso viaggia quindi intorno al 55% del totale. Sempre alta ma in forte calo rispetto al 2001 quando era ben oltre l’80%. Il punto è che le famiglie grazie alle operazioni culturali e ad una diversa sensibilità civica oggi iniziano ad avere un approccio diverso.

 

In ogni caso il sommerso resta alto, distorce il mercato e logora l'economia, spinto "dall'interesse contrapposto ma univoco tra lavoratore e datore di lavoro". Ecco perché per contrastarlo e favorire l'emersione "la prima arma da attivare è la deduzione del costo del lavoro, come accade nel resto d'Europa - sottolinea Zini - Se si deducesse il costo del lavoro, il datore non ricorrerebbe al nero perché ovviamente godrebbe dei benefici legati al minor costo della prestazione e non si esporrebbe ai costi altissimi di una denuncia". Da qui la richiesta dell'associazione di "inserire nella prossima legge di Stabilità la deducibilità del lavoro domestico". Una misura necessaria per un mercato che non conosce crisi: dati alla mano, sono oltre 2mln le famiglie che si avvalgono dei collaboratori domestici per una spesa complessiva di 19,3 miliardi, un valore che negli ultimi quindici anni è cresciuto del 22%. Inoltre secondo i dati Inps, in Italia nel 2014 i collaboratori domestici erano per il 46% di un’altra nazionalità europea, per il 31% provenienti da paesi terzi.

 

Allargando lo scenario al resto d'Europa, i dati ufficiali della Commissione Ue del 2012 parlano di 2,6 mln di collaboratori domestici con contratti regolari, l'89% donne. Tra questi il 27% in Italia, seguita dalla Spagna (25%) e dalla Francia (23%). Ma si tratta, anche in questo caso, di dati assolutamente parziali. Non tengono conto infatti dell'esercito dei lavoratori in nero, i lavoratori "invisibili" li ha definiti il Parlamento europeo, perché non sono destinatari di un contratto regolarmente registrato e svolgono lavori informali, senza benefit di sicurezza sociale e senza assistenza sanitaria. Finiscono così a far parte dell'economia sommersa, ignota al fisco e alla previdenza. In Europa e in Italia. 

 

FONTE: http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2016/06/11/tate-colf-badanti-piu-della-meta-lavorano-nero_DfVtgdNhjymgplgVZfUomJ.html?refresh_ce

 

 

 

Sarà capitato a molti di dover cercare una colf badante per un proprio caro e di ritrovarsi di fronte a due possibilità: assumere direttamente a proprio nome la badante, oppure affidarsi a società quali agenzie di badanti o cooperative sociali.

Sappiamo tutti che la seconda scelta è molto più vantaggiosa, esonerando la persona da pratiche molto complesse, tuttavia è bene rendersi conto che non tutte le società che si occupano di assistenza anziani sono autorizzate legalmente a svolgere questo servizio.

 

Nella maggior parte dei casi vi troverete di fronte società che non possono svolgere questo tipo di servizi operando legalmente. Infatti è possibile che una determinata cooperativa o associazione non sia autorizzata a svolgere servizi di ricerca, selezione, Intermediazione e somministrazione (assunzione diretta da parte della società) , di colf e badanti a domicilio.

In questo caso vi ritroverete a casa una badante non in regola oppure una persona che queste associazioni o cooperative sociali faranno assumere direttamente a voi, in quanto non provvisti di autorizzazione ad assumere direttamente, con tutte le responsabilità che ciò comporta.

 

Per questo è sempre buona norma controllare le referenze, tra cui l’iscrizione all’albo, delle Agenzie per il lavoro tramite il seguente link del ministero del lavoro : http://www.cliclavoro.gov.it/Operat…/…/Albo-Informatico.aspx


Essere iscritti a questo albo significa poter dare delle garanzie al cliente che cerca una badante, significa operare in trasparenza ed in totale legalità sia verso il cliente che usufruisce dei servizi sia verso il lavoratore che è assunto e regolarizzato con il giusto contratto di lavoro a norma di legge.

 

La lotta a queste false società cooperative sociali e false agenzie è anche portata avanti da Papa Francesco che in una conferenza si è espresso molto duramente affermando quanto segue:

«Contrastare e combattere le false cooperative, quelle che prostituiscono il proprio nome di cooperativa, cioè di una realtà assai buona, per ingannare la gente con scopi di lucro contrari a quelli della vera e autentica cooperazione».
«perché assumere una facciata onorata e perseguire invece finalità disonorevoli e immorali, spesso rivolte allo sfruttamento del lavoro, oppure alle manipolazioni del mercato, e persino a scandalosi traffici di corruzione, è una vergognosa e gravissima menzogna che non si può assolutamente accettare».

 

Quindi se siete alla ricerca di una persona esperta e fidata che operi nel settore della cura della persona e della famiglia senza rischi, responsabilità o inutili perdite di tempo, la soluzione è rivolgersi ad Agenzie per il lavoro specializzate in Colf Badante come VitAssistance Srl.

VitAssistance Srl è un' Agenzia di somministrazione lavoro specialista. Il marchio VitAssistance è attivo nel settore dell’assistenza agli anziani ed ai disabili dal 1994, siamo stati autorizzati dal Ministero del Lavoro ad assumere direttamente la colf badante, con il contratto nazionale di lavoro domestico, riferito alla sua posizione.

 

Il Cliente non ha rapporti contrattuali diretti con le assistenti ma solo con VitAssistance Srl, che si assume tutte le responsabilità della gestione del servizio e gli oneri previdenziali o fiscali. La durata dei contratti è determinata dalla volontà del Cliente, che può sospendere o interrompere del tutto il contratto a seconda del bisogno.

VitAssistance Srl, mette a tua disposizione, in tutto il Nord d’Italia, un servizio altamente specializzato di ricerca, selezione, somministrazione, amministrazione ed organizzazione di risorse umane addette alla cura ed all'assistenza della persona e della famiglia, sollevandoti da tutti i compiti burocratici e amministrativi.

 

A differenza di altre aziende che si limitano ad amministrare la badante, senza assumersi, però, nessuna responsabilità o rischio dato che la badante è una Vostra dipendente, VitAssistance® Srl mette a Vostra disposizione un suo diretto dipendente. In conclusione, informatevi sempre prima di affidarvi a Società e Cooperative Sociali che potrebbero far assistere i Vostri cari da persone inaffidabili o addirittura creare problemi legali o fiscali.

Badanti, aumenta la richiesta. Ma cresce pure il lavoro nero. Il fenomeno del sommerso è difficilmente sradicabile dal settore dell’assistenza alla persona e della cura della casa, mansioni professionali che, spesso, si sovrappongono e si confondono. I numeri diffusi da Cgil, Cisl e Uil sulle vertenze aperte per il riconoscimento dei diritti calpestati parlano chiaro. Nella sede Uil Tigullio di piazza Roma, a Chiavari, sono state aperte e chiuse, tra il 2014 e l’anno scorso, 150 vertenze, risolte con la conciliazione in sede sindacale. Due anni fa le badanti contrattualizzate nel Caf Uil chiavarese sono state 12 e le cessazioni di lavoro 9. Nel 2015 le badanti messe in regola sono state 5 e altrettante le cessazioni. Nel 2015, con l’assistenza degli operatori dello sportello Cisl Tigullio/Golfo Paradiso sono stati eseguiti 140 nuovi contratti di lavoro di cui 98 a favore di immigrate extracomunitarie: cinque italiane e 37 comunitarie.

 

«Lo scorso anno - spiega Andrea Sanguineti, Cisl Liguria Area metropolitana - il nostro ufficio vertenze e legale ha trattato 50 pratiche di lavoro nero su colf immigrate da Paesi comunitari. Possiamo, dunque, affermare con una stima molto vicina alla realtà che almeno il 60 per cento delle lavoratrici che provengono da Paesi comunitari non sono in regola. Questo perché non hanno bisogno del permesso di soggiorno e, quindi, non devono dimostrare di avere un lavoro». Cgil, nel 2015, ha registrato 70 vertenze, concentrate prevalentemente su Chiavari e Rapallo. Alessandra Stagnaro, responsabile Caf Cgi, spiega che nel 2014 ha seguito la sottoscrizione di 24 contratti, mentre, nel 2015, il numero è salito a 102.

 

«Regolarizzare il lavoro domestico è un interesse di tutti - spiega Antonella Ortelio, referente territoriale Filcams Cgil - Purtroppo, però, il ricorso al lavoro sommerso si conferma una piaga. Molto spesso sono le badanti italiane a chiedere di non essere messe in regola, ma di ricevere come salario l’equivalente di quello che sarebbe lo stipendio al lordo dei contributi»

 

FONTE: http://www.ilsecoloxix.it/p/levante/2016/02/05/ASnZgNTB-badanti_troppo_ancora.shtml

 

La scena si ripete. Si vedono sagome inermi in carrozzina che si coprono la testa con le braccia nel tentativo di difendersi dalle botte. Oppure sono stese sul letto, incapaci di muoversi, e subiscono insulti e schiaffi. Gente nuda davanti ai bagni, due per decine di ospiti. Ci sono anche bambini. Vengono rinchiusi nello sgabuzzino per punizione, afferrati per la collottola e trascinati come sacchi. Dal 6 gennaio al 15 febbraio i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni hanno sventato diverse situazioni infernali nei centri per ricovero di anziani e persone con disabilità. Risultato, sequestri e arresti.

I «carnefici»

Al rapporto della scorsa settimana manca l’episodio avvenuto due giorni fa a Vercelli, a La Consolata di Borgo Ale. In manette 18 operatori, 4 donne e 14 uomini. Carnefici, come li ha definiti il questore del capoluogo piemontese, Salvatore Pagliazzo Bonanno. Non serve aggiungere altro alle sue parole. Per rabbrividire, basta scorrere il bilancio di un mese di attività dei Nas, braccio operativo del ministero della Salute. Su 450 ispezioni, sequestrati 3 centri di ricovero con carenze strutturali e organizzative oltre a medicinali scaduti e oltre 300 chili di cibi avariati. Dieci gli arresti al Villaggio Eugenio Litta di Grottaferrata, gestito dei padri Camilliani: alcuni dipendenti maltrattavano selvaggiamente disabili, fra loro dei quattordicenni. Misura di sospensione dall’esercizio di pubblico servizio per 6 mesi in una casa di accoglienza socio sanitaria di Decimomannu, provincia di Cagliari. Gli operatori si accanivano su pazienti con malattie psichiatriche. Segnalate a vario titolo alle autorità amministrative e giudiziarie oltre 130 persone. Rilevate nel complesso 80 infrazioni al Codice Penale, 109 le sanzioni amministrative.

I controlli

Il rapporto dei Nas è in un certo senso rassicurante. Significa che i controlli sono stati intensificati e c’è la volontà di stroncare la rete dei soprusi a danno dei più fragili. Il problema è che a volte per i parenti, in difficoltà economiche, non esistono alternative. Si tratta di nonni, genitori o figli privi di autonomia e la cui presenza in casa è inconciliabile con la vita di famiglia (e un peso).

I lager

Il fenomeno dei lager richiede però iniziative forti. Reprimere non basta. E’ necessario prevenire con controlli severi delle strutture al momento della richiesta delle autorizzazioni e nel corso dell’attività. Chi se ne deve occupare? Cosa fanno le Asl e gli ispettori incaricati a vario titolo di vigilare sulla gestione dei centri? Nel settore c’è oltretutto grande confusione. Accanto alle Rsa (residenze assistenziali per anziani), pubbliche e convenzionate, che fanno parte del sistema sanitario nazionale e che dovrebbero essere più affidabili. Esistono case di riposo non sanitarie, di competenza dei Comuni. «Terra di nessuno, hotel senza stelle», li definisce Jessica Faroni, presidente dell’associazione ospedalità privata del Lazio (Aiop). «Anche nel campo dell’handicap mentale è così. Accanto a una rete di strutture di assistenza e riabilitazione di pertinenza Asl esiste un mondo di semiclandestinità dove finiscono i più sfortunati degli sfortunati. Spesso le famiglie non possono permettersi il pagamento delle rette, e mi riferisco alle Rsa: circa 1800 euro al mese, pochi gli esenti».

I centri abusivi

L’effetto è l’aumento del ricorso ai centri abusivi. La lettura dell’home page del Villaggio Eugenio Litta, di Grottaferrata fa traballare ogni certezza: «Istituto di riabilitazione che persegue finalità e prospettive terapeutiche nei campi della riabilitazione neuromotoria, psicofisica e sensoriale…Ha ricevuto l’accreditamento istituzionale definitivo dalla Regione Lazio nel 2013. Garantisce il diritto al rispetto della dignità personale degli utenti, la riservatezza e l’identificazione del personale dedicato ai pazienti». Eppoi immagini di una residenza accogliente, ambulatori e stanze confortevoli, operatori sorridenti. Ricordiamolo nuovamente. Qui l’8 febbraio, 16 ragazzi picchiati, mortificati e violati da chi li avrebbe dovuti proteggere, e presi scopettate da una donna delle pulizie.

La legge in Senato

In Senato è in discussione da un anno una legge proposta dal ministro Lorenzin e approvata dal Consiglio dei ministri nel 2014. Tra l’altro prevede di aumentare di un terzo le sanzioni penali a carico di chi abusa e maltratta anziani e disabili ricoverati in strutture dedicate. Non risolverebbe il problema ma almeno le nuove norme potrebbero costituire un deterrente. La Lorenzi non perde occasione per elogiare l’azione dei Nas e spronare i parlamentari a non perdere altro tempo. Ora il provvedimento è all’esame della Commissione Sanità del Senato e aspetta di andare in aula per il primo voto.

 

FONTE: http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_febbraio_21/anziani-disabili-maltrattati-controlli-tappeto-centri-lager-67d043ec-d8cd-11e5-842d-faa039f37e46.shtml

 

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