Vitassistance Srl è un' Agenzia di somministrazione lavoro specialista. Il marchio Vitassistance è attivo nel settore dell’assistenza agli anziani ed ai disabili dal 1994, siamo stati autorizzati dal Ministero del Lavoro ad assumere direttamente la colf badante, con il contratto nazionale di lavoro domestico, riferito alla sua posizione di colf o badante.

Le nostre badanti sono direttamente assunte da noi con il contratto nazionale del lavoro domestico e non dovrai più pensare a pratiche burocratiche e amministrative perchè gestiremo tutto noi !

Un corpo freddo, nudo. Un volto spento con bocca e occhi spalancati. Senza che nessuno potesse coprirlo prima del trapasso. Lontano da chi lo aveva amato fino a quel momento. Non accade in un film, ma alla Spezia al termine della degenza di un anziano ricoverato che in precedenza era curato amorevolmente dalla famiglia.

 

Cosa non ha funzionato lo denunciano i parenti dell'anziano che si sono rivolti al Tribunale del malato per approfondire la questione. Di casi come il loro ce ne sono altri, almeno una dozzina stando all'associazione, e questa mattina al piano terra del Sant'Andrea i rappresentanti Rino Tortorelli, Raffaella Corbani e hanno messo nero su bianco una situazione a dir loro che dimostra una totale mancanza di umanità. 

 

"Non vogliamo condannare tutti i dipendenti dell'Asl e chi lavora nelle Rsa - hanno detto i rappresentanti - ma siamo davanti a situazioni terribili per le quali i cittadini e nemmeno noi riusciamo ad avere risposte puntuali".

In un plico di sei pagine il Tribunali dei diritto del malato elencano almeno 14 casi di abbandono, scarsa attenzione e mancata vigilanza che sono capitati tra le corsie dell'ospedale tra la fine del 2015 e il 2017.

 

Alcuni di questi pazienti sono deceduti e per altri il ritorno a casa è stata una liberazione. Hanno e avevano tutti tra i 70 e i 92 anni. Molti di loro nel cuore della notte chiedevano assistenza e non sono stati considerati e quando i parenti tornavano per le visite giornaliere li trovavano in condizioni davvero critiche. 

"Abbiamo avuto il caso di un uomo - ha spiegato Corbani - 77enne trovato dalla moglie rannicchiato ai piedi del letto, con le finestre aperte, solo con gli slip e un inserviente che puliva a terra l'urina. In altri casi i parenti delle persone coinvolte hanno dovuto protestare per avere pulizia. Abbiamo notato anche una certa propensione al "parcheggio" dei pazienti in mancanza di posti letto. Noi sono anni che denunciamo questa situazione di precarietà".

 

Uno degli ultimi casi riportati è quello di una signora che ha prestato aiuto al vicino di letto di un parente, praticamente abbandonato a se stesso. Molti di questi casi sono legati alla somministrazione di sedativi. 

"Questo punto merita particolare attenzione - ha aggiunto Rino Tortorelli - perchè, senza condannare chi lavora onestamente, crediamo che in alcune evenienze per evitare i lamenti notturni non ci sia particolare attenzione per i dosaggi".

Ogni anno il Tribunale per i diritti del malato raccoglie circa 120 segnalazioni, circa il 10 per cento ha uno sviluppo e nei casi più estremi i parenti delle famiglie decidono di procedere per vie legali. Al momento per l'associazione da parte dell'Asl non ci sono state risposte idonee.

 

"E' accaduto che a distanza di mesi - hanno aggiunto i rappresentanti dell'associazione - ricevessimo da due medici, appartenenti a psichiatri e pronto soccorso, la stessa risposta. Un copia incolla che a conclusione del medico, in conclusione, recitava: '[...] E' altrettanto vero che il dolore per la morte di un proprio caro può annebbiare la lucidità di giudizio di chi rimane e può trarre giovamento e sollievo, diverso naturalmente da caso a caso, nella richiesta di soddisfazione sostenuta dalle accuse contro tutti coloro che con quella morte hanno avuto a che fare'. La prima risposta era di settembre, lo stesso testo è stato inviato la scorsa settimana, questo è il peso che viene dato alle nostre segnalazioni".

 

FONTE: http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Attualita/-Trattamenti-disumani-per-gli-anziani-246609.aspx

 

Evasione fiscale per 3,5 milioni di euro, 128 lavoratori irregolari e 18 in nero: è questo il bilancio di una serie di controlli della guardia di finanza di Como in una cooperativa sociale onlus specializzata nell'assistenza domiciliare ad anziani e disabili.

 

Gli accertamenti, spiega la guardia di finanza, hanno consentito di riqualificare l'ente in impresa commerciale, passaggio che ha fatto decadere le agevolazioni fiscali ai fini delle imposte dirette, Iva e Irap. Grazie alla totale esenzione dal pagamento delle imposte, infatti, la cooperativa era riuscita a praticare prezzi più vantaggiosi.

 

In tutto sono sono stati trovati 18 lavoratori in nero e 128 soci lavoratori irregolari di cui 23 assunti con un contratto di lavoro già da tempo disapprovato dal ministero del Lavoro. Da un punto di vista fiscale, la cooperativa, negli anni d' imposta 2013 e 2014, Non ha dichiarato ricavi per 2,5 milioni di euro, Iva per 850 mila euro e ritenute Irpef trattenute ai lavoratori pari a 200mila euro. La Finanza ha quindi segnalato alla procura di Como l'amministratore di diritto, un 27enne, e il padre di 50 anni nella sua qualità di amministratore di fatto.

 

FONTE: http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/10/28/news/como_evasione_fiscale_onlus_disabili-179552371/

 

L'aspettativa di vita si allunga sempre di più ma la buona notizia ha un suo risvolto della medaglia perché campare più a lungo significa anche ammalarsi di più e magari non essere per sempre autosufficienti. Secondo i dati raccolti recentemente dall'Osservatorio di Reale Mutua, dedicato al welfare, riportati da La Stampa, un italiano su due teme di non riuscire a sostenere i costi nel caso di non autosufficienza. Del resto secondo il Censis sono oltre 3 milioni i non autosufficienti in Italia, ergo il 5,5% della popolazione mentre già 561 mila di famiglie hanno utilizzato tutti i risparmi a disposizione per far fronte al problema, spesso anche indebitandosi e vendendo casa.

 

Il tema è sempre più attuale anche per compagnie assicurative e in quelle specializzate nell'assistenza integrativa. Sul mercato queste società propongono prodotti nuovi che combinano le esigenze di risparmio per periodi lunghi, anche della durata di 40 anni, con la tutela in caso di non autosufficienza. La più note e comuni, soprattutto all'estero, sono le polizze Long Term Care. Questo tipo di prodotto interviene in caso di non autosufficienza ovvero quando l'assicurato non riesce a svolgere le principali azioni della vita quotidiana (levarsi, muoversi, vestirsi e mangiare). In questo caso ha diritto o a un assegno annuo o alla prestazione di assistenza.

 

Le Long Term Care hanno due tipi di copertura: una è ad accumulazione e l'altra a ripartizione. Il primo caso permette di accumulare un piccolo capitale nel corso degli anni al quale la compagnia attingerà per pagare un capitale una tantum oppure una somma prefissata. Questo assegno coprirà solo in parte le spese da affrontare (in genere l'indennità è fra i 500 e i 3000 euro al mese) come pagare parte della retta della casa di riposo oppure per pagare la badante. Questa formula conviene a chi è più giovane. Attenzione sempre alle clausole. 

 

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/13269823/polizze-per-anziani-come-garantirsi-rendite-e-badanti--.html

La notte scorsa la guardia di finanza ha effettuato un blitz nell'ospedale di Ciriè per scovare la presenza di badanti abusive dedite all’assistenza dei malati. Gli investigatori della tenenza di Lanzo si sono infilati in diversi reparti, identificando tutti coloro che erano intenti ad assistere i degenti, per poi approfondire caso per caso la legittimità, o meno, della loro presenza in corsia.

Una decina sono state le persone che assistevano i ricoverati senza che esistessero vincoli di parentela con gli ammalati. Tra queste, la gran parte non ha saputo fornire adeguate giustificazioni circa la loro presenza al capezzale dei pazienti mentre alcuni hanno dichiarato di essere regolarmente dediti a questo specifico tipo di attività. 

Ora tutte le posizioni saranno oggetto di approfondimenti. Nei confronti di tutti i soggetti identificati, infatti, i finanzieri hanno proceduto all’acquisizione di documentazione presso l’ospedale ed avvieranno dei controlli fiscali. Intanto gli investigatori stanno effettuando degli accertamenti anche per verificare se una simile condotta possa integrare eventuali altre violazioni.

 

FONTE: http://www.lastampa.it/2017/10/06/cronaca/blitz-della-finanza-allospedale-nella-notte-in-cerca-di-badanti-irregolari-VGbLWfD8dGyXNl0mJHKxEK/pagina.html

ATTENZIONE ALLE "BADANTI FAI DA TE" E ALLE AGENZIE "NON AUTORIZZATE" !

 

Entravano in casa degli anziani dopo aver carpito la loro fiducia con scuse banali: "Siamo badanti, volevano lasciare il nostro numero di telefono. Se qualcuno ha bisogno dia pure i nostri recapiti". Li stordivano con alcuni sonniferi sciolti nell’acqua o nel succo di frutta e poi – approfittando del loro sonno profondo – li derubavano di tutto. A distanza di otto mesi dal colpo messo a segno a Moncalieri, è stata arrestata una delle responsabili. Si chiama Dorina Dragan, 27 anni, origini romene, senza fissa dimora. Ultimo domicilio conosciuto: il campo nomadi di Lungo Stura Lazio. Era già detenuta per altra causa e i carabinieri di Moncalieri le hanno notificato un’ulteriore misura cautelare in carcere.

 

Il 7 febbraio 2017 Si era presentata a casa di un pensionato di corso Roma con un’altra donna (in via di identificazione). Dopo averlo “sedato” gli avevano portato via 30 euro in contanti, un anello, una catenina d’oro e un cellulare. Non solo: la vittima era stata anche ricoverata in ospedale per l’ingestione di una quantità eccessiva di benzodiazepine, un ansiolitico.

 

C’è anche un secondo episodio per il quale la stessa donna è indagata insieme a una connazionale di 49 anni residente a Torino in corso Brescia. E’ accaduto il 25 febbraio scorso a Nichelino. In quel caso avrebbero derubato una pensionata ultrasettantenne dei monili d’oro custoditi in una busta di plastica nascosta nell’armadio della camera da letto. I carabinieri hanno deciso di divulgare la foto di Dorina Dragan chiedendo a chiunque la riconoscesse (e fosse stato vittima di fatti simili) di recarsi immediatamente in caserma a denunciare.

 

FONTE: http://www.lastampa.it/2017/09/15/cronaca/si-fingevano-badanti-e-stordivano-gli-anziani-con-il-lexotan-prima-di-derubarli-lixmF9bRsRxKo973xMEm2M/pagina.html

 

Non tutte le società  possono fornire colf o badanti alle famiglie che ne hanno bisogno.

 

Quando una società assume una badante e la manda a lavorare a casa di una famiglia, sta svolgendo somministrazione di lavoro o fornitura di manodopera.

 

In Italia, la ricerca e la selezione di personale, l’intermediazione di personale e la fornitura di personale (somministrazione di lavoro) sono tutte operazioni che possono essere svolte solo da società che sono iscritte all’Albo delle Agenzie Per il Lavoro gestito dal Ministero del Lavoro.

 

Chi non è abilitato dall’albo e dal ministero del Lavoro NON può fornire legalmente badanti a degli utilizzatori. 

 

La badante che viene mandata a casa vostra è un lavoratore subordinato che è alle vostre dipendenze. Avere qualcuno alle proprie dipendenze, ovvero stabilire gli orari di lavoro e le mansioni lavorative, è legale  solo se il contratto di lavoro è di tipo subordinato(dipendente).

 

Per le badanti le tutele previste sono regolate dal Contratto Collettivo Nazionale Del Lavoro Domestico (CCNL domestico).

 

Molte associazioni o cooperative di badanti che non hanno l’autorizzazione ministeriale, assumono invece con forme contrattuali diverse o addirittura con contratti di lavoro autonomo (Partite Iva  - CO. CO. CO. – CO. CO. PRO. ).

 

Queste società non autorizzate che utilizzano forme contrattuali alternative  mettono a rischio le famiglie che possono essere soggette a rivendicazioni da parte dei lavoratori forniti e assunti con contratti non a norma di legge. Una badante fornita con un contratto di lavoro non regolare potrà rivendicare di essere stata una vostra dipendente e farsi risarcire di tutte le tutele previste dal relativo CCNL e di farsi assumere regolarmente e direttamente dalla famiglia utilizzatrice.

 

Il fatto di aver pagato delle fatture a queste società irregolari, non vi esonera da eventuali rivendicazioni. Infatti le fatture non riguardano il diritto del lavoro.  Chiunque può fare una fattura, ma ciò che conta è se l’attività di fornitura di personale è svolta a norma di legge rispettando il diritto del lavoro.

 

Per tutelarvi verificate sempre la risposta a queste due domande: 

 

1) La società che mi fornisce le badanti è una Agenzia Interinale iscritta all’albo della Agenzie Per il Lavoro?

2) La badante, che viene messa alle proprie dipendenze da questa Agenzia, è assunta regolarmente e tutelata dal CCNL domestico?

 

Questi sono requisiti fondamentali quando si tratta di mettersi in casa personale fornito da altri.

 

L’evasione fiscale e contributiva in Italia si aggira in media sui 110 miliardi di euro l'anno. Così il presidente della Commissione per la redazione della “Relazione annuale sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva”, Enrico Giovannini, in audizione alla Commissione Bicamerale, illustrando i dati del triennio 2012-2014. Nel 2014 il tax gap, la differenza tra le imposte che si dovrebbero pagare e quelle effettivamente pagate si è allargato a 111,6 miliardi di euro da 108 miliardi del 2012.

 

Dalle badanti alla bottega sotto casa, dalle costruzioni ai servizi per le imprese: il tax gap, la differenza tra le imposte che si dovrebbero pagare e quelle effettivamente pagate, è tra il 20 e il 30%. Lo ha detto il presidente della Commissione per la redazione della “Relazione annuale sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva”, Enrico Giovannini, alla Commissione Bicamerale.

 

Nel dettaglio, il sommerso è al 30% nei servizi alle famiglie, 26% nel commercio, pubblici esercizi, 24% costruzioni, 20% nei servizi alle imprese.

 

FONTE: http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-03-29/evasione-record-le-badanti-30percento-115142.shtml?uuid=AE0fwYv&refresh_ce=1

 

Nella vita di un anziano può arrivare il momento in cui per proseguire un’esistenza dignitosa c’è bisogno di un aiuto, di un sostegno umano a cui appoggiarsi per camminare nel tratto finale della vita. Ma spesso entrano in gioco l’orgoglio e il rifiuto mentale di accettare che le forze sono venute meno, che dopo una vita di lavoro, trascorsa a crescere figli e nipoti, è giunto il tempo di affidarsi all’assistenza di una badante. Non sempre i figli, per impegni di lavoro o per la distanza, o anche semplicemente perché sono a loro volta già avanti con l’età, sono in grado di seguire i propri genitori al cento per cento. Quando l’aiuto esterno diventa però davvero indispensabile e non c’è da perdere tempo? Lo spiega Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione italiana di Psicogeriatria

 

MODIFICHE CARATTERIALI

Uno fra i primi segnali — spiega Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria — è che l’anziano “non è più lui”, e si manifestano lievi ma importanti modifiche caratteriali. Può diventare aggressivo, irritabile, sospettoso verso le persone che lo circondano. Confonde chi sta cercando di aiutarlo, pensando che vuole fargli del male». I cambiamenti sono graduali e in genere vengono percepiti in tempi diversi da parte di parenti attenti.

 

PERDITA DI PESO

Se la persona anziana è più magra del solito può essere un segnale che sta mangiando male e potrebbe essere l’esordio di una malattia cognitiva. Le persone che soffrono di deficit di memoria, come ad esempio del morbo di Alzheimer, spesso dimenticano di mangiare, saltano i pasti e non sanno gestire correttamente il cibo. . È chiaro che un parente affettuoso e presente si accorge prima se un anziano non mangia, ma a volte abitare distanti non fa intuire il problema.

 

CAMBIAMENTI IN CASA

Una casa pieni di oggetti non è per forza un segnale negativo. Tuttavia, se dopo una vita di ordine e polizia la casa appare sporca e disordinata potrebbe essere il segnale di un problema cognitivo. Episodi più eclatanti come il latte in lavastoviglie invece che nel frigorifero sono invece chiari segnali di demenza

 

IGIENE PERSONALE

Se notate che l’anziano ignora l’igiene personale , che non si fa la doccia per lunghi periodi è un segnale da non trascurare . In genere, quando viene invitato a lavarsi non si rende conto di aver trascurato l’igiene personale

 

POSTA ACCUMULATA

Decine di messaggi di posta elettronica non aperta o cumuli di lettere nella buca sono un segnale eloquente di declino cognitivo. La puntualità nel pagare bollette o fare donazioni viene meno e queste attività passano totalmente in secondo piano con il rischio di andare incontro anche a problemi con i creditori

 

STRANI FARMACI

Se l’armadietto dei medicinali si riempie improvvisamente di farmaci insoliti e inutili la spiegazione potrebbe essere un deficit cognitivo. Il pericolo è che abusino di farmaci di cui non hanno bisogno o li assumano nei momenti sbagliati

 

PERDERSI IN LUOGHI FAMILIARI

«Quando l’anziano, abituato a percorsi di routine come andare in chiesa o in banca, non trova più la strada per tornare a casa non è più possibile rimandare una richiesta d’aiuto, questo per non mettere in pericolo la sua incolumità, perché non è più in grado di muoversi in autonomia», chiarisce Marco Trabucchi. Non è un problema per forza legato all’Alzheimer, ma è un comportamento che può risultare pericoloso.

 

COME CONVINCERE AD ACCETTARE LA BADANTE

Il più delle volte però l’anziano rifiuta di accettare la presenza di una badante e tutte le argomentazioni proposte sono rifiutate. «È necessario avere la forza di insistere — suggerisce lo specialista — perché l’esperienza dice che poi nella maggioranza dei casi il rapporto con la badante, se questa è capace, viene accettato, anzi valorizzato e sostituisce in parte quello dei parenti». Bisogna essere gentili e concreti, mai generici. «Come fai a farti il bagno da solo?», invece di «Sei vecchio, ti dimentichi le cose». «Se cadi che cosa succede?» invece di «In casa non te la cavi più da solo». Può essere strategico introdurre l’assistente solo per qualche ora alla settimana, per poi prolungare in modo graduale la presenza. Scegliere una persona, dove possibile, che l’anziano già conosce perché magari aveva curato i nipoti, è un aiuto. «L’importante è affrontare questo momento con dolcezza e serenità. Arrabbiarsi o sgridare non serve a niente. Il rifiuto si acutizza, con il risultato che invece sorgono sensi di colpa per aver trattato male il proprio genitore anziano» avverte Trabucchi.

 

IN CASO DI RICOVERO IN UNA RESIDENZA PER ANZIANI

Più delicato l’aspetto del ricovero in una residenza per anziani, perché viene vissuto come un abbandono sia degli affetti sia dei luoghi cari. Se il famigliare, dopo aver consultato il medico, è convinto che non vi siano alternative, è bene andare avanti determinati. Inutile prolungare l’agonia. Ma attenzione ai sensi di colpa, perché questa scelta non vuol dire abbandonare il proprio caro. Andare a trovarlo spesso scegliendo una struttura non lontana da casa è un modo per continuare ad accudire il proprio parente, senza farsi assalire dal rimorso.

 

FONTE: http://www.corriere.it/salute/neuroscienze/cards/quando-anziano-ha-bisogno-una-badante-ecco-segnali/caso-ricovero-una-residenza-anziani.shtml

 

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